bolla di tristezza

Come uscire dalla bolla di tristezza e tornare a sorridere

Vi è mai capitato di vivere un momento di stasi totale? Di sentire che la tristezza vi pervade ma non riuscite nemmeno a provarla? Io mi sono sentita così da poco e ne sono uscita trionfante.
Faccio un piccolo passo indietro e vi racconto un po’ meglio cosa è successo. Prometto di essere leggera, non per mancanza di rispetto verso chi soffre di depressione, ma perchè non ho alcuna competenza per parlare a livello clinico di questi malesseri.

Summertime sadness

La tristezza (non voglio chiamarla in altro modo) è capitata per una serie di motivi che mi hanno fatto sentire bloccata a livello lavorativo, a livello personale e al livello sentimentale. Mi son sentita un po’ giù per vari momenti dell’anno, ma la vera e propria tristezza l’ho vissuta nei due mesi di giugno e luglio. Che poi, dico io, con tutto l’anno a disposizione proprio in estate?
E invece, cari miei, mi è toccato prendermi la responsabilità delle mie azioni e sono arrivata a toccare il fondo proprio in estate. Sapete perchè dico così? Perchè gran parte di quel malessere si sarebbe potuto evitare in un modo molto semplice: comunicando ciò che provavo. Invece, ho preferito usare “la tecnica dello struzzo”, detta anche “polvere sotto il tappeto” e così, piano piano ho costruito la mia bolla.

La vita nella bolla

Quando sono arrivata a toccare l’apice del mio momento down, la bolla era quasi tangibile: riuscivo a vedere il divano bianco, il tappeto  color ciclamino e l’ampolla con l’acqua dentro. L’avevo proprio arredata ed ero focalizzata talmente tanto su quello che non riuscivo a relazionarmi con l’esterno, io che sono da sempre una persona fortemente socievole avevo difficoltà a stare in mezzo alla gente. La vita vera appareva sfocata, con suoni ovattati, mentre all’interno della bolla abitavano rabbia e ansie.

Scoppiare la bolla

Uscirne non è stato semplice, ma è stato possibile grazie al fatto che, finalmente, ho iniziato a parlare. Ho iniziato semplicemente manifestando il mio stato d’animo, ho parlato tanto e con sincerità, ho scavato a fondo per trovare l’origine della mia tristezza e l’ho risolto, sempre perchè ho parlato.
Un altro strumento FONDAMENTALE per uscirne è stato il mio black diary, un libricino in cui scrivevo tutto quello che mi faceva stare male senza filtri e senza ordine, tutto quello che mi faceva arrabbiare e tutto quello di cui volevo lamentarmi. E la cosa bella è che dopo una settimana ho smesso di scriverci e dopo due l’ho proprio buttato: non ne avevo più bisogno, la bolla era solo un lontano ricordo.

Non volevo appesantirvi troppo con questo primo articolo post pausa estiva, ma era doveroso e onesto ammettere tre cose:
1. Anche le persone positive, ogni tanto possono stare male.
2. Crogiolarsi nella propria situazione non porta a nulla.
3. Le uniche bolle che mi piacciono sono quelle di sapone <3