Relazioni & The City: Elisa ci racconta la sua esperienza a Londra

Relazioni & The City: Elisa ci racconta la sua esperienza a Londra

Un’italiana a Londra ci racconta la sua esperienza nella città. Non ho scelto una persona a caso, ma una delle mie migliori amiche per avere una visione da insider per una delle mete più gettonate per cercare fortuna all’estero.

Identikit: Elisa, 27 anni, ginger head, positiva, solare, frizzante, determinata e responsabile.
Dopo ben cinque anni vissuti nella capitale del Regno Unito, meta ideale di molti cervelli in fuga, Elisa ci racconta, sulla base della sua esperienza, quello che pensa della città di Londra e, nello specifico, delle relazioni.

Da cosa è nata la tua voglia di partire per Londra?

È successo tutto in modo molto inaspettato: c’è stato un periodo nella mia vita in cui mi sembrava di vivere la vita dell’italiano medio. In quel momento avevo un fidanzato e un lavoro stabile, ho sentito che più di così non potevo avere, sentivo di vivere una vita monotona. In quel periodo ho iniziato a praticare yoga, devo molto a quella pratica. Fare yoga mi ha aperto gli occhi: ho capito che volevo viaggiare, fare esperienza all’estero. Così ho iniziato a fare ricerche e, dopo nove mesi, sono partita per Londra. Ero decisa a riprendere in mano la mia vita, ritrovare me stessa. Ho iniziato lavorando come au-pair per poi iscrivermi, dopo un anno all’università (Ndr proprio questo gennaio la mia super amica si è laureata in Economia).

Che cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

Se parliamo in generale di avere un’esperienza a Londra, l’importante è essere flessibile e riuscire ad adattarsi facilmente. Città grandi come la City hanno un elevato costo della vita, nei primi mesi è necessario sacrificarsi per pagare l’affitto che è molto caro; avere molta pazienza non guasta mai.

Come sono vissuti i rapporti in Inghilterra? C’è qualche differenza con il Belpaese?

Il popolo inglese è molto cordiale, fin troppo, quasi da risultare finto. A volte ho la percezione che le persone rispondano per pura formalità e non perché ne hanno voglia.
Noi italiani siamo abituati a famiglie molto più affettuose, più cordiali, più affiatate. Per noi la convivialità è fondamentale, qui è quasi inesistente. I bimbi inglesi devono seguire numerose regole, mangiano prima dei genitori e vanno immediatamente a letto. I genitori hanno necessità di uscire e così, molto spesso, riescono a passare del tempo con i loro figli solo nel weekend.
Mi è stato difficile, se non addirittura impossibile, stringere amicizia con gli inglesi. Dopo ben cinque anni posso dire di aver conosciuto molto persone, ma in modo superficiale. Da straniera in terra straniera è più naturale relazionarsi a persone della tua nazionalità o di culture vicine alla nostra (spagnoli, latini).

Che differenza c’è nel modo di approcciarsi, di conoscersi?

Trovare qualcuno con cui uscire è difficile. A Londra le App come Tinder sono usate moltissimo: qui le persone sono molto chiuse e timide, per gli uomini è difficile approcciarsi e provarci. Gli inglesi aspettano la mossa della ragazza e solo se sono ubriachi, eccezionalmente, fanno la prima mossa. Come dicevo, le persone rispondono per cortesia, non per voglia di contatto umano: Londra è una città cosmopolita, l’indipendenza viene prima di tutto.
Persino nei mezzi è difficile “attaccare bottone” con le persone: alla mattina in metropolitana nessuno parla, tutti sono presi dalle loro cose.

Come pensi che questa esperienza di vita ti abbia cambiato?

Mi sento cresciuta, ho un contatto con me stessa molto più forte rispetto a prima della mia partenza. Mi sono rafforzata come persona, sono molto più indipendente, non ho più la paura di essere da sola. In Italia sarebbe stato impensabile andare a un concerto da sola, qui l’ho fatto. E grazie a questo ho conosciuto le mie due migliori amiche qui a Londra. Ultimamente ho capito che sono diventata fin troppo indipendente, credo di essere stata influenzata dal mood della città. Proprio per questo ho pianificato un cambiamento nella mia vita e mi sposterò a breve da Londra.

Pensi di aver trovato la tua dimensione a Londra?

Fino all’anno scorso sì, mi trovavo molto bene; poi la mia vita ha subito una forte scossa, come sai ho avuto un anno molto duro. In quel periodo di down ho compreso che c’era qualcosa che mi mancava, che avevo bisogno di altro. Londra mi ha permesso di capire chi sono come persona, di amare i miei pregi e i miei difetti. Allo stesso modo ho capito che ho bisogno di un contatto più umano e quindi ho preso la decisione di partire per Barcellona.

Il prossimo tuo step sarà Barcellona, perché?

Perché è una città più piccola, gli spostamenti a Londra sono sempre infiniti, solo per trovare i miei amici impiego un’ora. È una città vivibile dove vita privata e lavoro si equilibrano: c’è tempo anche per uscire e per coltivare le proprie passioni, grazie a ritmi di vita più tranquilli.
Ho bisogno del sole, non parlo della condizione atmosferica ma di una solarità che si respiri nell’ambiente. Inoltre, sento che potrei fare carriera molto più velocemente a Barcellona, mentre Londra è più competitiva ed è difficile emergere.

Hai mantenuto i rapporti con gli amici in Italia? Se sì come hai fatto?

In questi anni ho mantenuto i rapporti con tutti grazie alla tecnologia: Whatsapp, Skype, FaceTime, Facebook e tutti gli altri Social Network… abbiamo a disposizione moltissimi strumenti. Forse ho perso un po’ il contatto con alcuni ex colleghi, ma, se parliamo di rapporti di amicizia profondi, sono riuscita a mantenerli tutti. Incredibilmente, con alcune persone, il legame si è persino fortificato con la lontananza.

 

Io aggiungo che un’amica come Elisa è rara e preziosa, lei riesce a farti sentire la sua presenza a chilometri di distanza. Questo non è solo dovuto alla tecnologia, ma alla sua voglia di condividere e alla sua straordinaria capacità di esserci per le persone. Non mi è mai capitato di dubitare di lei e mai mi capiterà, è da quattordici anni che siamo amiche e la considero una parte fondamentale della mia vita. Auguro a tutti di trovare amiche come lei, perché sa farti sentire speciale grazie al suo cuore grande e alla sua capacità di ascoltare le persone. Ti sorprende con gesti minimi ma così significativi da farti sentire una delle persone più amate del mondo.

 

Grazie Eli per aver aperto la stagione delle interviste su Pills of Joy, ma soprattutto grazie di esserci veramente sempre.