L’ennesima assurdità sulle Unioni Civili

L’ennesima assurdità sulle Unioni Civili

È passata la legge Cirinnà e finalmente le unioni civili sono tutelate dallo stato italiano. Un fatto che ha sollevato le proteste del popolino dei benpensanti che sbaglia pensando che questo rappresenti una minaccia per il concetto di famiglia avuto fino ad ora… Quante assurdità si leggono in questi giorni, persino i sindaci che si ergono obiettori di coscienza ed intendono rifiutarsi di unire queste coppie di fatto: come se fosse stata questa legge a rovinare “la famiglia tradizionale”.
Non voglio entrare nell’argomento specifico che sta attorno a questa grande svolta per il nostro Paese, ma volevo soffermarmi sul livello di assurdità che stanno raggiugendo le reazioni a questa legge. In un’era in cui le coppie unite sono diventate dei veri e propri unicorni rosa, cosa c’è di più bello di sostenere qualcuno che crede ancora nell’amore e nell’unione? Si sono ribaltate le carte in gioco e, quello che negli anni 90/2000 era considerato come il mondo del promiscuo, dell’infedeltà e dell’esagerazione, non fa altro che chiedere (e finalmente ottenere) la possibilità di formare un legame solido, di avere un riconoscimento come coppia. In un’era in cui il concetto di relazione è andato veramente a ramengo io benedico e ringrazio chi ancora vuole lottare per la stabilità.
Uomini e donne (eterosessuali) ripetono da un bel periodo lo stesso mantra “guarda preferisco non impegnarmi” e poi, appena viene data possibilità anche alle relazioni omosessuali di essere riconosciute, sembra che ci sia stato tolto un diritto fondamentale. Al giorno d’oggi noi etero facciamo fatica a metterci insieme da quanto temiamo i legami seri, quasi come se una relazione stabile portasse via ossigeno o rappresentasse un impegno insostenibile da una persona. E allora perché indignarsi così tanto perché ora gli omosessuali possono celebrare formalmente la propria unione?

Dovremmo solamente brindare a questo trionfo per un Paese retrogrado come il nostro e apprezzare che, in un era di disattenzione e superficialità nei rapporti umani, ci sia ancora chi crede veramente nell’amore.