Su e giù dal palco: Desirée e la sua vita a teatro

Si apre il sipario e siamo a teatro, ci lasciamo emozionare da quello che ci viene trasmesso e restiamo imbambolati a guardare, totalmente catturati. Questa è la sensazione che si prova facendo quattro chiacchiere con la mia carissima amica e attrice teatrale Desirée.

Non serve pagare il biglietto perché ogni racconto, ogni storia e ogni momento lei lo vive come se fosse sul palco. Sa emozionare e colpire nel profondo, lascia il segno in chiunque la incontri.
Rapita dal suo incredibile charme, ho fatto quattro chiacchiere con lei per sapere che tipo di rapporto abbia con la recitazione.

Come é nata la tua passione per il teatro?

Non sto scherzando, è nata con Non è la Rai perchè ballavano, cantavano, ridevano felici e io li imitavo. Poi a sette anni ho iniziato a fare danza e tutti dicevano che ero brava. Poi, alle scuole medie, c’era il corso facoltativo di teatro e mi son detta “proviamo, mi piacerebbe provare ad essere qualcun’altra e a stare sul palco”. Fin da subito mi cimento in un teatro molto particolare, legato all’attitudine personale degli adolescenti:  si arrivava al testo attraverso la condivisione. Mi faceva stare bene, mi piaceva, mi piaceva sentire l’energia e provare quello che la gente mi stimolava.

 Cosa senti quando sei sul palco?

Ehmm… Adrenalina, eccitazione, energia, come quando devi sopravvivere, quando ti vengono fuori delle forze che dici da dove cavolo le ho trovate? Quando sei sul palco e la gente è li ad ascoltarti, è importante fare arrivare il messaggio nel modo più diretto possibile. Quello che tu provi è una cosa tanto forte, paragonabile al sesso passionale o, ancora meglio, all’orgasmo tantrico.

 Come ti senti quando non sei sul palco?

Ecco sì.. sicuramente aver provato quelle emozioni ti fa sempre vivere la vita con la voglia di riprovarle, sempre con quell’amaro in bocca. Sei assestato, è quasi una dipendenza come la droga, ti senti così bello, unico e pieno di messaggi da dare e a volte la vita normale non ti soddisfa. Per quello per un attore ci sono momenti di down, perché è difficile trovare l’equilibrio. Quelle sensazioni son talmente tanto forti che quando non riesci a riprovarle ti senti abbattuto.

Come riesci a trasmettere le emozioni recitando?

Ognuno ha il suo metodo, io credo molto nell’interiorizzazione. Certo di focalizzare la mia attenzione sui ricordi per tornare ad un determinato stato d’animo. Se, invece, non mi sono mai sentita in quel modo cerco di studiare o, per lo meno, di concentrarmi su quel tipo di sentimento. E funziona. Perché è come quando devi fingere di avere il naso lungo, se tu ti focalizzi sul tuo naso la gente che ti guarda noterà solo quello.

Quale cosa del teatro ti sei portata nella vita reale?

Dai me l’hai fatta apposta!! (ndr ride). Diciamo che una delle mie caratteristiche fin da bambina è quella di essere teatrale e di voler stare al centro dell’attenzione. Ricordo quando ho dato la mia prima prova di coraggio: eravamo dai nonni, in una di quelle serate nel paesino a cui partecipavano parenti, amici e vicini di casa. Come sempre era presente anche il vicino di casa dei miei nonni che era simpaticissimo e faceva ridere tutti con le sue barzellette. Così, prendo coraggio e scelgo di imitare il mio idolo: “adesso la racconto io una barzelletta! Topolino entra in una tazza di Nesquik e fa….SPLASH!”. Talmente era paradossale la situazione, che tutti sono scoppiati a ridere.
Devo molto anche a mia nonna materna, sarta e artistoide, donna dotata di una sfrontatezza pazzesca. Questo, unito alla fortuna di avere una grande mimica facciale, mi rende una persona naturalmente teatrale.
L’esagerazione nei gesti, invece, mi viene dalla danza. Le performance teatrali che io faccio prevedono piccoli gesti, lo spettatore coglie quello che deve cogliere e si lascia trasportare.
(ndr. Il tipo di teatro praticato da Desirée è molto particolare, ha come focus la spontaneità della persona e l’espressività resa da cose minime. Anche un’occhiolino o tutta una serie di gesti impercettibili se si recita per un vasto pubblico, diventano elementi caratterizzanti fondamentali per questo tipo di teatro, molto più vicino al pubblico).

Completa la frase: per me la spontaneità è..

Essere sé stessi. Anche quando ti perdi, se rimani spontaneo a te stesso non cadrai mai del tutto. Spontaneità è ricchezza per sé e arricchimento per gli altri. Spontaneità è non prendersi troppo sul serio, cercando di sorridere sempre, anche difronte alle difficoltà.

Perché una ragazza dovrebbe scegliere di fare teatro? Prova a convincermi.

Il teatro è tutto ed il contrario di tutto. È come la vita. Ha dentro l’immenso. ti apre la mente, tocca tutte le tue corde. Soprattutto fa vibrare quelle che ne hanno più bisogno e le rinforza. Il teatro è conoscenza e coscienza. Il teatro è devastazione e controllo. Realtà e finzione. Domande e risposte. Solitudine e fratellanza. Contemplazione dilatazione e improvvisazione. A teatro può succedere di tutto e puoi fare accadere e dire tutto quello che vuoi senza un giusto ed uno sbagliato. A teatro trovi te stesso per poi disperderti e ritrovarti quando ti pare e piace. Il teatro è sensibilità per poter vivere una vita oltre la superficie.
Buona avventura
Sarà che è una persona favolosa, una super amica e ha un forte carisma, ma ve lo dico… mi ha convinto di brutto. E a voi? Ci vediamo dietro le quinte!