Frida Kahlo e il coraggio di essere fragili

Frida Kahlo e il coraggio di essere fragili

Sofferenza, forza d’animo, amore, espressione, ideali: sono cinque le parole che ricorrono nella mia mente quando penso a Frida Kahlo. Pittrice messicana, icona di femminismo e moda, la storia di Frida Kahlo emoziona e colpisce per più ragioni. L’umanità e la straordinaria passione che hanno accompagnato tutta la vita di Frida non possono far altro che renderla un vero e proprio modello da seguire per molte donne.

Frida: una vita drammatica

Viviamo nell’era della Fridamania e mi fa proprio piacere che il suo personaggio sia diventato così mainstreaming. Trovo giusto che le ragazzine indossino le t-shirt con la pittrice dal monociglio,  pure se non comprendono immediatamente il motivo, sicuramente qualcuna di Le piaceva dire di essere nata nel 1910, perché si sentiva figlia della rivoluzione messicana. Affetta da spina bifida, che in molti scambiarono per poliomielite, fin dall’adolescenza manifestò una personalità molto forte riluttante ad ogni convenzione sociale, unita a un singolare talento artistico. Ai tempi de la Escuela Nacional preparatoria si legò ai Cachuchas, un gruppo di studenti forti sostenitori del socialismo nazionale, che indossavano un berretto per distinguersi: proprio in questo periodo iniziò a dipingere. Il 17 settembre 1925, all’età di 18 anni, un incidente in tram cambiò drasticamente la sua vita e la rinchiuse in una profonda solitudine. Subì 32 operazioni chirurgiche e dovette stare per anni a riposo. Questa situazione la spinse a leggere librisul movimento comunistae a dipingere. Da ciò la scelta dei genitori di regalarle un letto a baldacchino con uno specchiosul soffitto e dei colori. Incominciò così la serie di autoritratti. Anni dopo decise di sottoporre i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore dell’epoca, per avere una sua critica. Rivera rimase colpito dallo stile moderno di Frida, tanto che la prese sotto la propria ala e la fece diventare un’attivista del Partito Comunista Messicano. Partecipò a numerose manifestazioni e nel frattempo si innamorò di Diego Rivera. Nel 1929lo sposò (lui era al terzo matrimonio), pur sapendo dei continui tradimenti a cui sarebbe andata incontro. Conseguentemente alle sofferenze sentimentali ebbe anche lei numerosi rapporti extraconiugali, comprese varie esperienze omosessuali.

Frida: l’amore per Diego Rivera

Una passione incredibile, forte, travolgente quella di Frida per il suo panzón. Mi sono trovata spesso a riflettere sul loro tipo d’amore e su come questo fosse l’antitesi della personalità forte e indipendente di Frida. Lui la tradiva in modo seriale e questo le era stato chiaro sin dal principio, tuttavia l’amore per Rivera era talmente forte che aveva spinto la giovane pittrice ad accettare e cambiare la sua maniera di amare. Si tradirono più volte, in modo consapevole, Ebbe numerosi amanti, di ambo i sessi, tra cui alcuni nomi illustri come il rivoluzionario russo Lev Trockij, il poeta André Breton, la fotografa e militante comunista Tina Modotti, la cantante messicana Chavela Vargas. Gli amanti si susseguirono ma non riuscirono mai a rimpiazzare mai Diego Rivera, che rimase l’unico amore di Frida Kahlo. In una continua squilibrata ricerca dell’equilibrio ben si identifica la scelta dei due artisti di vivere in due case separate, collegate da un ponte, in modo da restare uniti pur mantenendo il proprio spazio da artisti. Si separarono solo per un anno, quando il pittore arrivo a tradirla con la sorella Cristina e Frida chiese il divorzio. Persino questo tradimento non la fermò dal tornare con lui, unico amore della sua vita da cui purtroppo non riuscì mai ad avere un figlio (nel 1939 rimase incinta ma purtroppo ebbe un aborto spontaneo perché il suo fisico non riuscì a sostenere la gravidanza).

Quisiera darte todo lo que nunca hubieras tenido, y ni así sabrías la maravilla que es poder quererte.

”Vorrei darti tutto ciò che non hai mai avuto e nemmeno così sapresti la meraviglia che è poterti amare.” 

Frida a Diego

Frida: l’espressione artistica

“Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”. L’artista sapeva interpretare dramma, tradizione messicana e protesta politica attraverso la propria immagine. Influenza artistica per antonomasia fu il suo incidente, sono numerose le tele dedicate alla rappresentazione del suo dolore fisico, che però non fu l’unico tema rappresentato dall’artista messicana. 
La caratteristica principale della sua arte è quella di saper commuovere, trasmettere le emozioni e farci provare le stesse sensazioni provate dall’artista, grazie a simboli e ad una forza espressiva davvero unica nel suo genere.

Yo solía pensar que era la persona más extraña del mundo, pero luego pensé, hay mucha gente así en el mundo, tiene que haber alguien como yo, que se sienta bizarra e dañada de la misma forma en que yo me siento. Me la imagino y imagino que ella también debe estar por ahí pensando en mi. Bueno yo espero que si tu estas por ahí y lees esto sepas que, si, es verdad,  yo estoy aquí, soy tan extraña como tu.

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo, però poi ho pensato, c’è molta gente nel mondo, qualcuno come me che si senta bizzarro e addolorato nello stesso modo in cui lo sono io. Me lo immagino e immagino anche che quella (persona) deve essere lì a pensare a me. Bene, spero che se tu sei lì e stai leggendo questo, che tu lo sappia, che si, è la verità, sono tanto strana quanto te.”

Frida Kahlo, diario