Abbracciare non è un reato, è scientificamente provato

Abbracciare non è un reato, è scientificamente provato

Non tutti amano gli abbracci. Questa è la brutta scoperta a cui sono giunta alla soglia dei trent’anni. Brutta perché, per quanto mi riguarda, abbracciare è naturale tanto quanto respirare. Abbraccio indistintamente tutti: familiari, amici, colleghi di lavoro, animali domestici, studenti della scuola in cui lavoro, vicini di casa… Tutto questo senza vergogna, perché per me l’abbraccio è un puro e semplice slancio affettivo, come può essere un sorriso. Il problema è sorto quando, mi sono sentita rifiutare da un “che schifo gli abbracci, io non abbraccio mai, non è una cosa normale”. Fortunatamente, la scienza è dalla mia parte.

L’abbraccio è una cosa normalissima

Documentandosi un po’, si scopre invece che, per quanto non sia naturale per tutti, l’abbraccio è uno dei gesti più potenti che ci sia. Bastano venti secondi per cambiare in meglio una giornata iniziata nel peggiori dei modi. Alcune ricerche scientifiche, difatti, dimostrano che, se l’abbraccio viene prolungato di venti secondi, il nostro corpo rilascia dell’ossitocina, l’ormone dell’amore. Questa sostanza ha numerosi effetti benefici su mente e corpo, tra cui il potere di farci rilassare, calmare ansia e preoccupazioni.
Tutti abbiamo necessità di vivere il più serenamente possibile, quindi se l’abbraccio è così curativo io, abbracciatrice a livello pro, non posso che sentirmi estasiata!

Dosi e somministrazioni

Per poter assaporare gli effetti benefici e stimolare le endorfine servirebbero dai quattro ai dodici abbracci al giorno. La dose minima è sufficiente nei momenti tranquilli, quella massima, invece, è necessaria per combattere stress, tensione e angoscia. Quindi, non solo l’abbraccio fa bene, ma se ne può abusare con spensieratezza.

Se ancora non ti ho convinto

Le parole non servono, guarda il video qui sotto…

Un abbraccio a tutti – lungo almeno 20 secondi, s’intende –